Wineclub
Marco De SignoribusMarco De Signoribus, classe 1999, è una delle giovani eccellenze più brillanti della sommellerie italiana contemporanea. Nato a San Benedetto del Tronto, ha iniziato il suo viaggio nel mondo del vino sotto la guida del mentore Francesco Felix, per poi intraprendere un percorso internazionale che lo ha visto premiato tra i migliori dipendenti Hilton al mondo a soli 18 anni. Dopo una borsa di studio fondamentale per i suoi studi da Sommelier e un’esperienza formativa cruciale presso il tristellato Da Vittorio della famiglia Cerea — dove ha affiancato maestri del calibro di Fabrizio Sartorato — Marco ha consolidato il suo ruolo di Head Sommelier e Restaurant Director, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come l’inserimento tra i “Top 100 Sommelier d’Italia” e il premio per la migliore carta dei vini alla Milano Wine Week.
Oggi Marco divide il suo talento tra due realtà d’eccezione: il Gabbiano 3.0 a Marina di Grosseto, dove insieme allo chef Alessandro Rossi ha creato un ambiente giovane e informale premiato dalla stella Michelin, e I Portici di Bologna. In quest’ultimo, all’interno di un palazzo storico che custodisce una ghiacciaia del 1330 con oltre 1200 etichette, collabora con lo chef Nicola Annunziata per creare un ponte sensoriale tra la Campania e l’Emilia-Romagna. La sua abilità non risiede solo nella gestione tecnica di cantine monumentali, ma soprattutto in uno storytelling appassionato e nella capacità di lavorare con precisione anche sotto le pressioni più alte.
La sua filosofia è un inno all’umanità che si cela dietro ogni bottiglia: per Marco il vino è un “sogno liquido”, fatto di persone, fatica e dedizione. Nonostante la giovane età, ha già visitato oltre 250 aziende, con una predilezione per i piccoli e medi produttori artigiani. Più che il blasone dell’etichetta, Marco cerca il contenuto e il rapporto umano, convinto che il compito del sommelier sia raccontare l’amore di chi produce territori meno noti ma carichi di emozione. Questa visione si riflette anche nelle sue radici: come marchigiano, promuove con orgoglio il vitigno Pecorino, convinto del suo potenziale ancora inespresso, pur lasciandosi commuovere da perle rare come il valdostano Balos di Anselmet, un vino che ne incarna l’ideale di struttura ed eleganza.
L’ingresso nel Wine Club del Paestum Wine Fest rappresenta per lui una tappa naturale e un’opportunità di crescita imperdibile. Accogliendo l’invito di Matteo Zappile, Marco mette a disposizione la sua dinamicità e le sue competenze per confrontarsi con i grandi maestri del settore, portando nel Club la sua energia e il desiderio di valorizzare il vino come strumento di connessione e cultura.