PAESTUM WINE FEST
Oltre i confini, la visione internazionale di Cynthia Malacarne sul vino contemporaneo
di Valentina Taccone e Lucia I. Migliaccio
Nel racconto del vino contemporaneo, la capacità di superare i confini geografici e culturali è diventata essenziale. Cynthia Malacarne, giornalista specializzata in vino, osserva e interpreta il settore con uno sguardo internazionale, raccontando territori, produzioni e dinamiche di mercato a un pubblico sempre più globale. La sua esperienza, maturata anche oltre l’Europa, le consente di leggere il vino non solo come prodotto, ma come linguaggio culturale e strumento di connessione tra identità locali e mercati esteri. In questa intervista, condivide una visione attuale e aperta, in cui comunicazione, cultura e posizionamento dialogano in modo concreto.
Quanto è strategico il giornalismo specializzato nel vino per costruire reputazione, autorevolezza e fiducia verso un Paese produttore come l’Italia, soprattutto in contesti internazionali?
“La comunicazione del vino sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Oggi è sempre più necessario raccontare il vino rendendolo vicino al consumatore: con meno rigidità, più storie e maggiore attenzione al luogo di produzione, al produttore e alle varietà di uva. Il ruolo del giornalista specializzato è fondamentale per valorizzare e promuovere i vini di una regione e, nel caso dell’Italia, delle sue numerose e diverse aree vitivinicole. Gli articoli firmati da un giornalista del vino permettono al lettore e al consumatore di conoscere meglio determinati territori e vini, stimolando la curiosità non solo all’assaggio, ma anche al viaggio e alla scoperta diretta di quei luoghi.”
Chi è oggi il lettore che segue il giornalismo del vino all’estero? Quali contenuti, linguaggi e approfondimenti sono attesi da una testata di settore?
“Il lettore che segue il giornalismo del vino è innanzitutto un consumatore di vino. Può trattarsi di persone che stanno muovendo i primi passi in questo mondo, ma anche di appassionati più esperti, con una lunga esperienza di consumo. Nel caso del Brasile, il pubblico che legge i miei articoli si colloca prevalentemente in una fascia di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Con l’aumento del consumo di vino nel Paese, è cresciuta anche la ricerca di informazioni. Il lettore oggi non si aspetta solo un racconto del vino in sé, ma desidera conoscere il territorio di origine, il produttore, la regione e la storia che circonda il prodotto“
Dal punto di vista internazionale, come viene percepito oggi il vino italiano nei mercati esteri? Quali valori del nostro patrimonio enologico risultano più riconoscibili e quali, invece, necessitano ancora di essere meglio raccontati?
“Nel mio caso posso parlare soprattutto di come il vino italiano viene percepito dal consumatore brasiliano. In termini di consumo per Paese di origine, l’Italia è attualmente il quarto Paese più consumato in Brasile, preceduta da alcuni Paesi del Sud America e dal Portogallo.
Il Brasile ha un rapporto molto stretto con l’Italia, avendo accolto nel corso della storia migliaia di immigrati italiani e contando oggi su una vasta comunità di discendenti. Per questo motivo la cucina, la cultura e il vino italiano sono molto vicini al consumatore brasiliano e fortemente apprezzati. Di conseguenza, il vino italiano e le sue varietà risultano già familiari e non necessitano di grandi spiegazioni, poiché fanno parte dell’immaginario e delle abitudini di consumo“
Raccontare il vino italiano a un pubblico internazionale richiede un equilibrio tra identità, cultura e accessibilità. Quali scelte editoriali ritiene fondamentali per rendere il racconto efficace senza semplificarlo?
“Come accennato in precedenza, il vino deve sempre essere raccontato insieme al suo territorio, alla regione, alla denominazione di origine, al produttore, alla sua famiglia e alla varietà di uva. Nella mia esperienza, scelgo sempre linee editoriali che privilegiano questo tipo di narrazione.
Elementi di curiosità sono sempre ben accolti dal pubblico, così come il grande patrimonio enologico italiano legato alle varietà autoctone. Anche le uve rare o a rischio di scomparsa rappresentano temi molto interessanti e capaci di generare contenuti editoriali di grande valore.”
Come viene considerato oggi il giornalismo enologico italiano fuori dai confini nazionali? Quali sono, a suo avviso, i suoi punti di forza e le aree su cui potrebbe evolvere per essere più competitivo a livello globale?
“All’estero, il giornalismo enologico italiano è generalmente percepito come autorevole, competente e profondamente legato al territorio. Il suo principale punto di forza risiede nella conoscenza tecnica, nella storicità e nella capacità di raccontare il vino come espressione culturale.
A mio avviso, potrebbe però evolvere ulteriormente adottando un linguaggio più internazionale e accessibile, senza perdere profondità. Una maggiore attenzione al contesto globale, al confronto con altri mercati e a un pubblico non necessariamente italiano renderebbe il giornalismo del vino italiano ancora più competitivo e incisivo a livello internazionale“
Eventi come il Paestum Wine Fest Business che ruolo giocano nella comunicazione del vino italiano verso l’estero? In che modo possono diventare piattaforme strategiche per giornalisti e comunicatori internazionali?
“Eventi come il Paestum Wine Fest Business svolgono un ruolo fondamentale nella comunicazione del vino italiano verso l’estero. Rappresentano momenti di incontro diretto tra produttori, giornalisti, importatori e comunicatori internazionali. Queste manifestazioni possono diventare vere e proprie piattaforme strategiche, non solo per la degustazione dei vini, ma anche per il racconto dei territori, lo scambio di conoscenze e la creazione di relazioni professionali. Per i giornalisti internazionali, sono occasioni preziose per comprendere il contesto produttivo italiano in modo autentico e approfondito”
Guardando al futuro, quali competenze, visione e responsabilità dovranno caratterizzare il giornalismo del vino per rispondere alle sfide di un mercato sempre più internazionale e interconnesso?
“Guardando al futuro, il giornalismo del vino dovrà essere caratterizzato da competenze sempre più ampie, che includano conoscenze tecniche, sensibilità culturale e una forte visione internazionale. Sarà fondamentale saper dialogare con mercati diversi, comprendere nuovi consumatori e utilizzare linguaggi adeguati ai differenti contesti.
Il giornalista del vino avrà inoltre una grande responsabilità: raccontare il vino in modo consapevole, sostenibile e autentico, contribuendo alla costruzione di una cultura del vino inclusiva, informata e in sintonia con un mercato sempre più interconnesso“