PAESTUM WINE FEST

Antonio Papaleo, una visione strategica della distribuzione vinicola tra mercato, territorio e relazioni

di LUCIA I.MIGLIACCIO E VALENTINA TACCONE

Ai mercati selettivi e consapevoli, la distribuzione si limita più ad essere un semplice anello logistico di filiera. Visione, capacità di lettura del mercato, rapporto autentico con produttori e operatori Ho.Re.Ca sono le nuove mire della distribuzione. In Italia, sicuramente.
Antonio Papaleo, imprenditore con oltre venticinque anni di esperienza nel beverage, racconta il suo approccio alla distribuzione: un modello fondato su identità, sostenibilità commerciale e partnership di lungo periodo. Dall’analisi dei trend del 2025 al valore degli eventi business-oriented come il Paestum Wine Fest, una visione lucida di come il vino possa diventare parte di un ecosistema strutturato, efficiente e orientato al futuro. 

Può raccontarci chi è Antonio Papaleo e qual è la filosofia della sua attività di distribuzione? Quali sono i valori che guidano la selezione dei vini e il rapporto con le cantine?

“Sono un imprenditore che da oltre venticinque anni opera nella distribuzione beverage, con un focus sempre più marcato sul comparto vino e sul mondo Ho.Re.Ca. La mia filosofia è piuttosto semplice: la distribuzione non è solo spostare bottiglie, ma creare valore lungo la filiera.
Selezioniamo vini che abbiano un’identità chiara, una storia vera alle spalle e un posizionamento coerente con il mercato a cui si rivolgono. Non cerchiamo “mode”, ma prodotti sostenibili nel tempo, che funzionino davvero nei ristoranti, nei wine bar e negli hotel. Il rapporto con le cantine per noi è un rapporto di partnership, non di mera fornitura: lavoriamo insieme su pricing, assortimento, formazione e rotazione. È la stessa visione che guida progetti come HorecaHub e Bottiglierie Italiane, dove il vino diventa parte di un ecosistema fatto di servizio, cultura e relazione”

Come è andata la vendita nell’ultimo anno? Avete riscontrato trend particolari, richieste emergenti o cambiamenti nel mercato?

“Il 2025 è stato un anno complesso ma molto interessante. I volumi non sono cresciuti in modo uniforme, ma la qualità delle scelte sì. Il mercato è diventato più razionale: meno acquisti d’impulso, maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo e alla rotazione di magazzino. Abbiamo visto crescere l’interesse per: vini territoriali ben raccontati,
etichette con una forte identità, formati e proposte adatte al consumo “quotidiano consapevole”. In parallelo, è aumentata la richiesta di servizi a supporto della vendita, non solo di prodotto. È qui che modelli come lo Smart Cash e la logistica evoluta di HorecaFarm stanno facendo la differenza”.

Ci sono tipologie di vini o territori che hanno performato meglio nel 2025? E quali sfide avete incontrato nel corso dell’anno?

Hanno performato molto bene i vini territoriali del Sud Italia, quando supportati da un racconto chiaro e da un prezzo coerente. I ristoratori oggi vogliono vini che “parlino” il linguaggio del territorio e che siano comprensibili anche al consumatore finale. Le principali sfide sono state:
l’aumento dei costi lungo tutta la filiera, la necessità di mantenere marginalità sane, una maggiore selettività da parte dei clienti Ho.Re.Ca.
La risposta non è stata comprimere il valore, ma costruire efficienza: logistica più intelligente, assortimenti più mirati, meno referenze inutili e più rotazione”

Parteciperà al Paestum Wine Fest Business 2026? Se sì, quali sono gli obiettivi principali che si pone come distributore?

Sì, parteciperò con interesse. Il mio obiettivo non è “collezionare cataloghi”, ma incontrare cantine che abbiano una visione chiara del mercato e che siano pronte a lavorare in modo strutturato con la distribuzione.
Cerco produttori che conoscano il proprio posizionamento, progetti solidi e replicabili, voglia di costruire valore nel medio-lungo periodo. Eventi come questo sono fondamentali per confrontarsi, capire dove sta andando il mercato e individuare partnership coerenti con i nostri progetti di sviluppo

Che valore attribuisce a un evento come il Paestum Wine Fest Business? In che modo manifestazioni di questo tipo contribuiscono allo sviluppo del business e delle relazioni nella filiera vitivinicola?

“Il valore principale è la qualità del confronto. Il Paestum Wine Fest Business non è solo una vetrina, ma un luogo dove produttori, distributori e operatori possono parlarsi in modo concreto e professionale. In un mercato sempre più complesso, questi eventi aiutano a: creare relazioni autentiche,
allineare visioni tra produzione e distribuzione, stimolare una crescita più consapevole della filiera. È esattamente lo spirito che cerchiamo di portare anche nei nostri progetti: meno improvvisazione, più sistema.